Luce e magia – una giornata da Re

Palazzina di caccia di Stupinigi

La luce di quel tramonto estivo donava al palazzo una luce magica.Tutto era pronto per la grande festa in onore del re. Egli aveva partecipato alla più grande battuta di caccia al cervo mai organizzata e tutti gli ospiti erano intenti ad indossare i loro abiti migliori.I raggi dell’ultimo sole inondavano ancora prepotentemente il grande salone, illuminandolo di una luce immensa e bellissima, quasi mistica. Ogni dipinto, ogni nicchia, ogni magico gioco di trompe l’oeil sembrava prendere vita da quella luce magnifica. Da lì a poco il grande candeliere di cristallo, sospeso al centro della grande volta affrescata, avrebbe preso vita, ed ogni singola fiamma di ogni singola candela avrebbe danzato al suono della musica.
La festa era iniziata ed ora il grande salone brulicava di bellissime dame dalle ampie vesti e dagli scintillanti gioielli, i nobili signori discorrevano impettiti con le loro parrucche incipriate e le eleganti livree. Il re stava per entrare e tutti lo avrebbero acclamato.Il cervo che aveva inseguito per ore era il più grande e fiero esemplare mai visto.
Ma quando sua maestà fece il suo ingresso e la musica cessò, tutti notarono i suoi occhi tristi. Nessuno potè fare a meno di percepire la sua frustrazione.
Centinaia di occhi si incrociarono all’unisono, quasi a cercare risposte e a porre domande.
In men che non si dica si diffuse tra gli astanti la notizia che il re aveva mancato il cervo. Benchè egli fosse un ottimo tiratore e benchè l’animale fosse a pochi metri da lui, aveva mancato il bersaglio….
Quando all’improvviso come un’apparizione, sulla soglia della grande porta vetrata, che si affacciava sul viale del palazzo, apparve una figura maestosa, assai più regale del re stesso. Se ne stava fermo all’ingresso, altero, i muscoli tesi. Il silenzio era totale. Il re gli si avvicinò, tendendogli la mano, e il superbo animale si inchinò sulle ginocchia anteriori,abbassò la testa e a modo suo ringraziò quell’uomo per avergli reso salva la vita, per averlo risparmiato…
Fu in un secondo che nell’ombra sparì, le danze ripresero e quella notte diventò veramente una notte magica.”

Sonia Maestri

Palazzina di caccia di Stupinigi

Annunci