Chi ha il pane… io avrei i denti

C’è un lavoro che farei a gratis? si, credo due o tre, uno senza dubbio. Farei l’assistente di sir Steve McCurry.

Se non sai chi sia avrai modo di redimerti andando a questo link.

Se sai chi sia, leggendo quanto segue, ti cadranno le braccia.

io ti avevo avvisato.
Assistente di Steve McCurry

L’Assistente del fotoreporter Steve McCurry è stata arrestata per furto di stampe, libri e oggetti da studio per un valore totale di $654.358.

In un comunicato stampa, il procuratore distrettuale di Chester County, Pennsylvania, definisce il caso “‘Afghan Girl‘ Art Theft”. La dichiarazione è la seguente “La trentaduenne Bree DeStephano ha abusato della sua posizione di fiducia per fare qualche soldo facile, senza pensare ai danni arrecati al signor McCurry”.

DeStephano, manager delle vendite di stampa fine art, è accusata di aver rubato 50 stampe a tiratura limitata del valore di 628 mila dollari tra il maggio 2012 e il novembre 2013. Le foto sono state poi vendute senza l’autorizzazione di McCurry per il guadagno privato della DeStephano.

Sono stati rubati anche 233 libri per un valore di 23.196 dollari che sono stati poi venduti attraverso i siti web sotto la voce “various aliases”.

DeStephano è stata arrestata oggi dopo che un’indagine ha rivelato la portata del furto e recuperato delle stampe.

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Viva Falcone

23 anni fa per fermarlo, ci vollero 500 chili di tritolo… Oggi per troppi, basta una stretta di mano. Chissà quanti si sentiranno sporchi e meschini in questo giorno. Due anni dopo la maledetta strage, mi ritrovai in Sicilia a prestare servizio militare obbligatorio, per uno stato che fu probabilmente il mandante di quel assassinio, di quella mattanza. Appariva da subito quanto fosse tutto ridicolo, quanto fosse tutto montato, falso ed inutile quella operazione. “I vespri siciliani”… 

« Se mala segnoria, che sempre accora

li popoli suggetti, non avesse

mosso Palermo a gridar: “Mora, mora!”. »

(Dante, Divina Commedia, canto VIII del Paradiso)

Ora, già dalla goffa associazione si doveva intuire che farlocca messinscena stava allestendo quello stato, facendo girare per la trinacria, spaesati e effimeri giovanotti, poco più che ragazzetti, convinti di poter cambiare la storia con la loro presenza.  

I Vespri siciliani furono una ribellione scoppiata a Palermo all’ora dei vespri di Lunedì dell’Angelo nel 1282. Bersaglio della rivolta furono i dominatori francesi dell’isola, gli Angioini, avvertiti come oppressori stranieri. Da Palermo i moti si sparsero presto all’intera Sicilia, espellendone la presenza francese.

Molti dei miei commilitoni arrivavano da altre regioni dello stesso stato ma lontani anni luce per cultura, cucina, clima e paesaggio. Mi ricordo Luigi di Verbania, che essendo febbraio, si mise nel sacco-valigia, maglioni felpe sciarpe e berretti… Ma il primo giorno prestammo servizio in t-shirt è occhiali da sole… Mi ricordo di Matteo di Brescia, che lui sti fichi d’India proprio non li aveva mai visti e si chiese perché importare sti cosi pieni di spine proprio dall’India… Mi ricordo di me che volli a tutti i costi fare quella esperienza ma ne restai deluso. Ho conosciuto gente splendida, gente lontanissima ma che in qualche modo ti faceva sentire a casa, gente che comprendeva alcuni nostri disagi e trasformava i nostri passaggi in cortei… Gente che però mi faceva incazzare. Loro, parte integrante della Sicilia, figli di quella terra arida e difficile, radicati in un territorio da cui sono passati mille e mille popoli, ognuno lasciando il meglio di se, dall’arte ai piatti tipici, da loro mi aspettavo molto di più, un colpo di orgoglio che avrebbe spazzato via la mafia, il brigantaggio ed il malaffare. Anni dopo, riesco a capire che loro null’altro hanno, perché se vuoi qualcosa che credi sia un tuo diritto, lo stato non te lo da. Lo Stato non c’è, lo stato non esiste. Anni dopo ancora capisco che la desertificazione avanza e lo stato non c’è più nemmeno nelle altre terre a latitudini più alte. 

La mafia esiste perché lo stato non esiste.

Quello che vorrei che rimanga è il ricordo di quell’uomo, che dovette combattere tra mafia e stato. Lui per primo capì che il nemico era uno solo, lo stato colluso.

Per fare crollare un ponte da smantellare bastano 10kg di tritolo, per scalfire una montagna staccando da essa tonnellate di marmo se ne usano 50. Per fermare Giovanni Falcone ne usarono 500.

È così trasformarono un uomo in una gigantesca montagna di marmo e come esse spero rimanga e sopravviva a questo stato. 

  

Il Minusiè

Tempo fa, per motivi di lavoro, mi sono trovato in una bottega, di quelle delle favole.

Un tuffo in un mondo che, con il trascorrere del tempo, è svanito, relegandosi in quel luogo immaginario chiamato “memoria”.

il mondo del Maestro Gugliermetto.
Il Maestro Gugliermetto

 

L’abilità e l’immaginazione istrionica nell’arte dell’intaglio… Riesce a liberare da una massa senza forma, con un lento lavorio, incisione dopo l’altra, la figura imprigionata.

 

Il Maestro Gugliermetto

 

Per il Maestro il legno ha un’anima e, prima di iniziare l’intarsio, si mette all’ascolto delle diverse voci che, dal materiale grezzo, sussurrano.

https://www.flickr.com/photos/61883071@N02/17287165945/

Quando si appresta al suo paziente operare, non impone la sua volontà, ma lascia che le mani e l’utensile impugnato seguano le forme del legno, le linee di crescita, le tensioni che lo innervavano e sostanziano.

Il Maestro Gugliermetto

E forse questo è il segreto che rende il Maestro non un semplice artigiano o falegname, ma un artista.

https://www.flickr.com/photos/61883071@N02/17099696020/

 

Silenzio, pazienza e, appunto, ascolto.

https://www.flickr.com/photos/61883071@N02/17099615560/

 

Il legno, come materiale “moderno”, scintillante, duttile, agevole da modellare e piegare in forme e disegni, ma con un’anima.

 

https://www.flickr.com/photos/61883071@N02/17261282096/

 

Continua a sentirsi un artigiano innamorato del legno di cui conosce tutti i segreti…

 

Il Maestro Gugliermetto

 

“artigiàno” dal lat. ARTES; chi esercita un’arte meccanica.

Cattura

“realizzo queste opere, i miei sogni che prendono forma grazie al legno”

Il Castello di Masino

Che fai a Pasqua?

no non mi abbuffo a tavola.

no non faccio coda in autostrada.

no non seguo il meteo, lo ignoro.

e così vado a visitare un castello di cui ne ignoravo l’esistenza, bellissimo, bellissimo, bellissimo. Il FAI che lo custodisce, ha regalato al visitatore una perla incastonata su di una collina del Canavese.

“Più di mille anni di storia sono custodite nel cuore di un vasto e splendido parco ottocentesco, da cui si domina tutto lo sterminato panorama del Canavese. Antica residenza dei Conti Valperga, discendenti di Arduino di Ivrea, primo re d’Italia, il Castello tramanda intatto il fascino del suo glorioso passato che ancora oggi rivive nei suoi saloni affrescati, perfettamente conservati.”

Tutto vero.

guardate qui: Album di Flickr

Il video del restauro

se volete saperne di più: sito del FAI

Nei cieli di Roma

Era Novembre ma pareva Aprile, sul bus scoperto con affronto e sprezzo, dedicavo il mio sguardo alle impostazioni della mia reflex piuttosto che alla città eterna. ero in movimento, tempi rapidissimi seppur poca luce. alzo gli occhi e su di me uno stormo di colombe, emmmh no, piccioni e pure brutti, ma era già tanto che non mi avessero bersagliato. io al contrario li punto e sparo una raffica. qualcuno tuona “che culooooo”, il giapponese con 5 mila euro di attrezzatura rosica. Mi ha guardato,  una insegna al neon sulla sua fronte è comparsa con scritto “あなたのいつものお尻“… sarà…

P.S.: per la traduzione cliccate sulla scritta in giapponese 😛

 

Birds