Una sola non bastava… ce ne andavano almeno 5

Più che le 5 Terre le definirei il Paradiso in Terra.

Quasi un anno fa il cielo minacciava pioggia, come d’abitudine a fine febbraio qui a Torino. Spenta la tv, messo un cd nella autoradio, impostata la modalità aereo all’iPhone, il meteo non ci avrebbe mai raggiunto, e se una cosa non la sai la ignori. Risultava impossibile però nascondere la nebbia e il cielo nero che ci ha poi accompagnati fino al confine ligure. Un altro mondo, un altro clima, un altro umore, quello giusto per un weekend desiderato da tanto, da troppo. Come al solito non ci accorgiamo del tempo, dei chilometri ed arriviamo a Levanto. Focaccia ed un giro in spiaggia. è tutto qui le 5 terre? ci deve essere dell’altro, sicuramente. google maps ci indica una strada per Manarola. Google maps ignora le frane, le strade chiuse, le strade cancellate. Ergo siamo in mezzo ai boschi, dispersi, sappiamo che li da qualche parte c’è la civilta. Ma che panorami. quasi speravo di non riuscire a tornare più nella civiltà. Tra mulattiere e strade non asfaltate dove rimanere incastrati è più facile di quanto sembri, raggiungiamo la strada litoranea. Google maps vaffanculo.

Due tornanti, qualche curva, un pò di sali scendi e di colpo ti trovi di fronte ad una pietra preziosa incastonata in una scogliera pazzesca. Tanta era la gioia e la meraviglia che le valige e gli zaini non pesavano nulla. Dovevo ancora spegnere la macchina che già scattavo foto. Manarola. Incredibile, vorrei provare tutti i giorni la metà della metà delle emozioni che mi ha trasmesso al primo sguardo. SBAM!!! Tutto mi è apparso chiaro, tutto è apparso vero, tutti avevano ragione, io avevo ragione. E’ un posto straordinario ed incantevole, solo case, piccoli negozi, localini e mare. Un posto che ti pone difronte al fatto che quella che tu fai non è vita, è solo sopravvivenza.

non basta un post, non bastano cento post, le 5 Terre vanno visitate. Tornerò e tornerò a raccontarle. Per ora condivido solo qualche foto di questo angolo da invidia.

Manarola album su Flickr

5 Terre

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Nei cieli di Roma

Era Novembre ma pareva Aprile, sul bus scoperto con affronto e sprezzo, dedicavo il mio sguardo alle impostazioni della mia reflex piuttosto che alla città eterna. ero in movimento, tempi rapidissimi seppur poca luce. alzo gli occhi e su di me uno stormo di colombe, emmmh no, piccioni e pure brutti, ma era già tanto che non mi avessero bersagliato. io al contrario li punto e sparo una raffica. qualcuno tuona “che culooooo”, il giapponese con 5 mila euro di attrezzatura rosica. Mi ha guardato,  una insegna al neon sulla sua fronte è comparsa con scritto “あなたのいつものお尻“… sarà…

P.S.: per la traduzione cliccate sulla scritta in giapponese 😛

 

Birds

Luce e magia – una giornata da Re

Palazzina di caccia di Stupinigi

La luce di quel tramonto estivo donava al palazzo una luce magica.Tutto era pronto per la grande festa in onore del re. Egli aveva partecipato alla più grande battuta di caccia al cervo mai organizzata e tutti gli ospiti erano intenti ad indossare i loro abiti migliori.I raggi dell’ultimo sole inondavano ancora prepotentemente il grande salone, illuminandolo di una luce immensa e bellissima, quasi mistica. Ogni dipinto, ogni nicchia, ogni magico gioco di trompe l’oeil sembrava prendere vita da quella luce magnifica. Da lì a poco il grande candeliere di cristallo, sospeso al centro della grande volta affrescata, avrebbe preso vita, ed ogni singola fiamma di ogni singola candela avrebbe danzato al suono della musica.
La festa era iniziata ed ora il grande salone brulicava di bellissime dame dalle ampie vesti e dagli scintillanti gioielli, i nobili signori discorrevano impettiti con le loro parrucche incipriate e le eleganti livree. Il re stava per entrare e tutti lo avrebbero acclamato.Il cervo che aveva inseguito per ore era il più grande e fiero esemplare mai visto.
Ma quando sua maestà fece il suo ingresso e la musica cessò, tutti notarono i suoi occhi tristi. Nessuno potè fare a meno di percepire la sua frustrazione.
Centinaia di occhi si incrociarono all’unisono, quasi a cercare risposte e a porre domande.
In men che non si dica si diffuse tra gli astanti la notizia che il re aveva mancato il cervo. Benchè egli fosse un ottimo tiratore e benchè l’animale fosse a pochi metri da lui, aveva mancato il bersaglio….
Quando all’improvviso come un’apparizione, sulla soglia della grande porta vetrata, che si affacciava sul viale del palazzo, apparve una figura maestosa, assai più regale del re stesso. Se ne stava fermo all’ingresso, altero, i muscoli tesi. Il silenzio era totale. Il re gli si avvicinò, tendendogli la mano, e il superbo animale si inchinò sulle ginocchia anteriori,abbassò la testa e a modo suo ringraziò quell’uomo per avergli reso salva la vita, per averlo risparmiato…
Fu in un secondo che nell’ombra sparì, le danze ripresero e quella notte diventò veramente una notte magica.”

Sonia Maestri

Palazzina di caccia di Stupinigi