mi diverto spesso con la reflex, ma a volte di più.

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Rainy Day

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un giorno di pioggia, costretto in casa con la mia reflex.

VOCES A MEDIA LUZ.

La musica, le parole, il ballo dell’Argentina, in una serata indimenticabile.
Le voci e la passione della Terra del Fuoco, nelle parole dei suoi più grandi autori, nelle note dei tanghi piu’ appassionati e struggenti, raccontati e danzati sul palco del Teatro Marchesa.
CON: Loredana Bagnato – Ezio Beccaria – Geny Macrì – Luca Pivano – Livio Vaschetto
Danza / Coreografie : Laura Scaringella
Audio/ Video: Mina Imperiale
Scenografia: Franca Battistella
Danzatrici: Chiara Filoni e Martina Stagni
REGIA: Loredana Bagnato
Il Video

Gallery dell’evento.

Extra vergine… A 2.5€ al litro.

  La sofisticazione siamo noi nel momento in cui ci definiamo consumatori, perché accettiamo l’idea che il cibo sia merce, mangiamo merce e diventiamo merce a nostra volta. 

Quando utilizziamo come unico parametro il prezzo per valutare se acquistare o no un prodotto, siamo già in difetto… 
Ecco, dovremmo essere noi un po’ più sofisticati nelle scelte, e imparare a leggere le etichette. Vero che si tratta di truffa bella e buona, ma vedo spesso tra gli scaffali, mani orientate al ribasso. E noi spingiamo questi farabutti al ribasso, alla scarsa qualità, alla menzogna… Tanto c’è chi il loro finto olio a 2.5€ al litro lo cerca e lo vuole… 
Spero nel fallimento non solo delle aziende coinvolte, ma anche nel fallimento di questo modo di nutrirsi al ribasso.
Seguiamo i consigli dei nonni e delle mamme, loro sono pessimi clienti di questi farabutti

Tempo

“Ciao, so chi sei e cosa sei venuta a fare” “Ciao, si, sono qui per voi” ” Sei venuta per portarla via?” “Non ancora,son venuta per darti tempo.  Tempo per ricordare.  “Per ricordare cosa?”  Per ricordare il rumore dei pedali quando al mattino ti portava all’asilo in bicicletta, seduta sul retro della Graziella, col tuo […]

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Che figura di M…a

Das auto… Quella della Wolkswaghen è l’ennesima ricerca del profitto immorale. Immorale non solo per l’inganno, ma perché credo che le pesanti ripercussioni dovute alla sfiducia del mercato, le pagheranno solo ed esclusivamente gli operai, che a causa del mancato introito, diverranno inevitabilmente degli esuberi. Questo grazie a qualche manager del menga, che vittima della sua mediocrità, ha preferito ingannare i clienti fidelizzati in anni di sacrifici e sforzi, di innovazione e investimenti. Loro magari verranno allontanati con ancora dei benefit o liquidazioni milionarie.

Ci vuole molto tempo per guadagnare la fiducia, un attimo per perderla

E adesso sono curioso di vedere gli sviluppi, con buona pace degli operai… Del wolks

Ecco la frutta e verdura di stagione a settembre.

5 Terre

Verdura e ortaggi

Bietole, carote, cavolo verza, cetrioli, cicorie, cipolle, fagioli, fagiolini, finocchi, indivie, lattughe, melanzane, patate, peperoni, piselli, pomodori, porri, cime di rape, ravanelli, rucola, sedano, spinaci, zucche, zucchine.

Frutta

Anguria, fichi, frutti di bosco, limoni, mandorle, melograni, mele, meloni, nocciole, noci, pere, pesche, susine tardive, uva.

Aromi

Basilico, maggiorana, peperoncino, prezzemolo, rosmarino, salvia.

Caramelle

Una scena che mi ha portato indietro di trent’anni, quando con qualche spiccio racimolato portando buste di spesa pesantissime fin su al quarto piano a mia nonna, andavo a comprarmi leccornie varie… Ma quella che più mi faceva gola costava sempre quelle 10 lire di più… Quel ragazzino ieri sera forse ero io trent’anni fa… Resisti, tra qualche giorno arriva il tuo compleanno, giusto 10 giorni, e diverrai ricco e diverrai un easy rider… Arriverà la bici da cross con le marce. E
la tua vita avrà una svolta… Ti sei sempre accontentato e ti è sempre andata più che bene. Forza…

  

il fallimento della specie.

A volte mi pervade il senso di frustrazione, d’impotenza…

perché a questi cazzo di incivili appare loro così complicato, così difficile da capire che la sola unica via possibile è preservare e non distruggere. Continuano a crederlo il mondo di qualcun altro e quindi pensano di non fare del danno al loro di mondo… un mondo in cui non si può mettere le mani per operare ma solo per estirpare, un mondo che non si può cambiare.

Ma non è così: il mondo è di tutti e a questi stronzi invasati ed esaltati li metterei su un razzo e li spedirei sulla prima cometa. La tecnologia c’è, è realtà, usiamola. Non andiamo a cercare altre vite intelligenti, mandiamo sti stronzi a cercarsi un’altra casa.

Questo mondo è una meraviglia. Non c’è niente da fare, è una meraviglia. E se riesci a sentirti parte di questa meraviglia – ma non tu, con i tuoi due occhi e i tuoi due piedi; se Tu, questa essenza di te, sente d’essere parte di questa meraviglia – ma che vuoi di più, che vuoi di più? Una macchina nuova? T.Terzani

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the pale blue dot

A Carl Sagan venne un idea semplicissima quanto efficace. Quando la Voyager 1, la mitica sonda, arrivò ai confini del nostro sistema solare, ad una distanza da noi di circa 6 miliardi di km, chiese alla NASA di far ruotare la fotocamera di bordo e le fece scattare un ultima foto, puntando verso la Terra. Ecco cosa catturò: vi riconoscete? Siamo grandi quanto metà pixel

 
E così Sagan stesso commentò la foto.

« Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi si abbia una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.

Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto. »

Per me è la foto più potente mai scattata.

A TAZZA ‘E CAFE’…

Passione per il caffè

Vurría sapé pecché si mme vedite,
facite sempe ‘a faccia amariggiata…
Ma vuje, quanto cchiù brutta ve facite,
cchiù bella, a ll’uocchie mieje, v’appresentate…
I’ mo nun saccio si ve n’accurgite!
Ma cu sti mode, oje Bríggeta,
tazza ‘e café parite:
sotto tenite ‘o zzuccaro,
e ‘ncoppa, amara site…
Ma i’ tanto ch’aggi”a vutá,
e tanto ch’aggi”a girá…
ca ‘o ddoce ‘e sott”a tazza,
fin’a ‘mmocca mm’ha da arrivá!…

Cchiù tiempo passa e cchiù v’arrefreddate,
‘mméce ‘e ve riscaldá…”Caffè squisito!…”
‘o bbello è ca, si pure ve gelate,
site ‘a delizia d”o ccafé granito…
Facenno cuncurrenza â limunata…
Ma cu sti mode, oje Bríggeta,
tazza ‘e café parite:
sotto tenite ‘o zzuccaro,
e ‘ncoppa, amara site…
Ma i’ tanto ch’aggi”a vutá,
e tanto ch’aggi”a girá…
ca ‘o ddoce ‘e sott”a tazza,
fin’a ‘mmocca mm’ha da arrivá!…

Vuje site ‘a mamma d”e rrepassatore?…
E i’, bellezza mia, figlio ‘e cartaro!…
Si vuje ve divertite a cagná core,
i’ faccio ‘e ccarte pe’ senza denare…
Bella pareglia fóssemo a fá ‘ammore!
Ma cu sti mode, oje Bríggeta,
tazza ‘e café parite:
sotto tenite ‘o zzuccaro,
e ‘ncoppa, amara site…
Ma i’ tanto ch’aggi”a vutá,
e tanto ch’aggi”a girá…
ca ‘o ddoce ‘e sott”a tazza,
fin’a ‘mmocca mm’ha da arrivá!…

Traduzione

La tazza di caffè

Vorrei sapere perché se mi vedete,
mostrate sempre il volto amareggiato
Ma voi, quanto più brutta vi mostrate,
più bella, ai miei occhi , mi apparite
Ora non so se ve ne accorgete!
Ma con questi modi, oh Brigida,
sembrate una tazza di caffè:
sotto avete lo zucchero,
e sopra, siete amara
Ma io tanto che devo girare,
e tanto che devo girare
che il dolce da sotto la tazza,
fino in bocca mi deve arrivare!

Più tempo passa e più vi raffreddate,
invece di riscaldarvi ” Caffè squisito!”
il bello è che se anche vi gelate,
siete la delizia della granita di caffè
Facendo la concorrenza alla limonata
Ma con questi modi, oh Brigida,
sembrate una tazza di caffè:
sotto avete lo zucchero,
e sopra, siete amara
Ma io tanto che devo girare,
e tanto che devo girare
che il dolce da sotto la tazza,
fino in bocca mi deve arrivare!

Voi siete la mamma dei burloni?
Ed io, bellezza mia, figlio di cartaio!
Se voi vi divertite a cambiare cuore,
io prevedo il futuro per i poveri
Bella coppia saremmo a fare l’amore!
Ma con questi modi, oh Brigida,
sembrate una tazza di caffè:
sotto avete lo zucchero,
e sopra, siete amara
Ma io tanto che devo girare,
e tanto che devo girare
che il dolce da sotto la tazza,
fino in bocca mi deve arrivare!